I Gaviani

scritto da OSSOBRUCO
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Dal lat. scient. Gav?a, der. di gavia ‘gabbiano. Non deriva da Vanno Marco.
- Nota dell'autore OSSOBRUCO

Testo: I Gaviani
di OSSOBRUCO

Ci sono gli Zafferani
e quando zampettano te lo strappano proprio 
un po' di riso

e poi le Teste Striate, ma solo d'inverno, mi raccomando 

quelli che 
si tatuano il corallo sulle piume, e chissà il perché 
o si tingono d'inchiostro, i poetici
Ci son inoltre quelli che volano alti, i Sangue Reale, belli, fieri

Non confondeteli coi Picciotti, quelli fanno gli sgarri sulle macchine.

E infine ci sono i Gabbiani che
ogni giorno, si alzano presto
un caffè 
e poi al lavoro;
sono quelli che affidano tutto, mani e piedi
al pensiero intimo—le loro ali

No sai, non ho detto Babbani
e nemmeno Gabbani 
il negozio di strumenti musicali
A proposito, vuoi mettere il solfeggio del mare
quando il Vento di Massaggio
ti ruba un pigolio?

Quando tra me e me
o tra te e te
c'è una qualsiasi Passeggiata Morin
lì, dove il mare diventa complice discreto
ma anche frescume di alghe al Sole
c'è solo una cosa che può mettere il punto: la Bitta
sa di calma marinaresca anni trenta
con quel fumo sincopato dietro birre scure...

di quando strabordava la vita.

I Gaviani testo di OSSOBRUCO
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